Le parole che fanno bene. Intervista all’autore Fulvio Fiori.

Le parole che fanno bene. Sono appassionato di libri di ogni genere, leggo e studio per lavoro. Ogni tanto mi piace chiamare i mie autori preferiti e proporgli un’intervista, stile social.

Son molti anni che leggo di tutto, ma i libri di Fulvio Fiori, solo a vederli, danno gioia al cuore.

Ma chi è Fulvio Fiori ?

Chi sei ?

Le parole che fanno bene

Le parole che fanno bene

Di mestiere faccio l’uomo fortunato e per hobby l’uomo felice. E’ merito di queste “semplici parole”, se ho potuto dedicare la mia vita alle attività che amo: scrivere e praticare Discipline Bio Naturali.

Grazie a loro, sono diventato insegnante di Taichi Chuan, Training Autogeno, Meditazione, Reiki… e ho creato spot pubblicitari, scritto romanzi, racconti, commedie, aFIORIsmi (tutti fortunati)… in più, oggi, sono TERAPEUTA DELLA PAROLA: aiuto le parole a star bene. Frutto (ovviamente fortunato) della sintesi fra le mie due anime: creativa e olistica. Così oggi, giro l’Italia, tenendo corsi, conferenze, sessioni individuali e presentazioni dei miei libri e del metodo di arte terapia che ho avuto il piacere di ideare: Bioscrittura, la scrittura che cura. ( La parole che fanno bene )

Ci racconti la tua storia ?

Insieme alle fiabe della buona notte, mio padre mi legge Dante, Pascoli e Leopardi. Così, a quattro anni, mi addormento con le orecchie colme di “Silvia rimembri ancora quando beltà splendea negli occhi tuoi ridenti e fuggitivi”, “Caron dimonio dagli occhi di bragia batte col remo qualunque s’adagia” e “O cavallina cavallina storna che portasti colui che non ritorna”.

Che reputo essere i semi del mio amore per le parole (e anche di qualche notte insonne!). A sei anni voglio fare il medico, per curare mia madre, in modo che non muoia. A otto anni, mi rendo conto che morirà comunque e mi consolo con la chitarra regalata dalla nonna. A sedici anni, sono un prodigioso chitarrista rock, che suona accompagnato da un bel gruppo di amici: gastrite psicosomatica, terrore del futuro e totale ignoranza di cosa voglio fare da grande.

A vent’anni, mi iscrivo a un corso di arti marziali, per rinforzare corpo e spirito. Poiché sono fortunato, divento cintura nera in tempo record, faccio l’agonista a livello nazionale e trovo lavoro in banca, così lascio la casa paterna e guarisco di botto da tutti i miei disturbi psicosomatici.

Tuttavia, qualche anno prima, al liceo, avevo scoperto la maestria di Pirandello, e a teatro l’arte di Giorgio Gaber. Ansioso di emularli, frequento con profitto la Facoltà di Matematica e comincio a scrivere commedie, monologhi, farse, pantomime.

Le parole che fanno bene

Le parole che fanno bene

E studio clown, mimo ed espressione corporea. Poiché sono fortunato, vinco importanti premi di Drammaturgia (ma solo vent’anni dopo!).

Nel frattempo – salutata l’Università di Matematica e incontrata quella di Psicologia – mi innamoro, mi fidanzo, mi lascio; mi fidanzo, mi lascio, mi innamoro; mi lascio, mi innamoro, mi fidanzo… e scrivo accorate lettere alle amate ex. Lettere che non spedisco, ma che leggo spesso fra me e me.

Poi, continuando a studiare psicologia, ma non più all’Università, comincio a scrivere professionalmente e a venticinque anni, divento copywriter pubblicitario: lavoro nelle multinazionali della comunicazione, per i marchi più in vista del mercato (ultimo spot che ho ideato, nel 1998 “Babbo Natale blu, con Renato Pozzetto”).

Attività che mi permetterà di guadagnare il caviale quotidiano per i numerosi tre figli che verranno e la mia numerosa moglie, essendo diventato numeroso io stesso. Nelle pause fra una campagna pubblicitaria e l’altra, vivo in una cascina di campagna e continuo a scrivere per il teatro, ma anche a recitare e a fare regia. ( Le paorle che fanno bene )

 

E pubblico i primi fortunati libri tra cui VIVERE MI PIACE DA MORIRE, in classifica fra i più venduti del 1993; LATTUGA, consigliato dal 2001 al 2004 dal sito del Telefono Azzurro fra i migliori libri per l’infanzia; e IL GIORNO CHE SONO NATO C’ERA SCIOPERO DELLE CICOGNE, Premio Massimo Troisi 2003 per la scrittura comica. Nel frattempo, spinto da inguaribile curiosità verso il mondo del benessere, ho la fortuna di studiare Training Autogeno, Tai Chi Chuan, Meditazione e Reiki. Discipline di cui oggi sono insegnante. Poi, intorno ai cinquant’anni, come un fulmine a ciel sereno… (continua due risposte più avanti)

 

Ci racconti alcune gioie della tua vita ?

Svegliarmi ogni mattina accanto alla donna che amo, sentire di poter morire per i miei figli, STORIE DI ORDINARIA FOLLIA di Buckowsky, MANHATTAN di Woody Allen, THE SOUND OF SILENCE di Simon & Garfunkel, l’odore delle tavole del palcoscenico, la prima copia di ogni mio libro nuovo, SIDDHARTA di Hermann Hesse, IL BARONE RAMPANTE di Italo Calvino, la mia faccia con il naso rosso da clown che si rispecchia nel sorriso dei bambini, il sole che sorge, il sole che tramonta, il rumore dei miei passi e del respiro quando cammino in montagna.

 

Il tuo più grande rimpianto ?

A questa domanda posso rispondere solo: “sono fortunato, non ho alcun rimpianto.” Nella mia vita ho provato grandi dolori, commesso molti errori, ma nel mio lessico, non rientrano espressioni del tipo “Se avessi fatto quello” oppure “Se non avessi fatto quell’altro”. Tutto ciò che ho fatto, va bene, era la miglior cosa che potessi fare in quel momento. E anche se era sbagliata, era giusta, perché è servita a farmi diventare ogni giorno quello che sono stato e che sono oggi. Quindi, grazie, nessun rimpianto. ( Le parole che fanno bene )

Hidden Content

Come mai sei arrivato a scrivere il libro le parole che fanno bene ?

(continua da due risposte precedenti) … Intorno ai cinquant’anni, come un fulmine a ciel sereno, d’improvviso perdo tutto: il fortunato lavoro in pubblicità, la numerosa moglie, la cascina in campagna eredità dei miei genitori e anche i miei figli, che non vogliono più vedermi, parlarmi, incontrarmi.

Tuttavia, nonostante le difficoltà concrete e il forte turbamento emotivo, mi rendo conto in breve tempo, del valore fondamentale di cui racconto in un romanzo che ho scritto, anzi che si è scritto da solo, “per salvarmi la vita”: quando un uomo perde tutto, trova sé stesso.

Infatti, probabilmente grazie alla lunga esperienza nelle Discipline Bio Naturali, all’auto-aiuto che deriva dall’amore per la scrittura e al sostegno di amici fidati, rinasco subito a nuova vita, ogni giorno. Ed è il destino stesso a indicarmi il cammino da intraprendere, infatti, oltre ad aprire corsi fortunati di Tai Chi Chuan, Training Autogeno e Reiki, “mi appare” il metodo Bioscrittura, come sintesi di tutte le mie esperienze, creative e di benessere.

E dopo lunghi anni di sperimentazione, ricerche e messe a punto, ho la fortuna di incontrare la casa editrice TEA, che mi propone di pubblicare un libro: CURARSI CON LA SCRITTURA. A cui è seguito il secondo, LE PAROLE CHE FANNO BENE e presto arriverà il terzo. Sono o non sono un uomo fortunato?

Che cosa trovi di bello nell’aiutare le persone con la scrittura ?

Il bello è che posso aiutare utilizzando lo strumento che amo con tutto me stesso: le parole. E quindi, fatalmente – come accade a scuola quando un professore ama la sua materia e riesce a farla amare agli studenti – insieme alla tecnica, arriva alle persone una potente e coinvolgente energia d’amore, cioè di fiducia, sostegno e coraggio, energie indispensabili per dare il via al processo di mutamento, dunque di guarigione. ( Le parole che fanno bene )

 

Che cosa noti come difficoltà generale ?

In molte donne, trovo smarrimento rispetto all’identità: non sanno chi sono e cosa vogliono. Non sanno neppure identificare una cosa semplice che le fa star bene in questo momento. Alcune non l’hanno mai saputo, altre si perdono dopo un periodo di chiarezza e faticano a trovarsi.

Altre donne portano invece dolorose ferite emotive dal rapporto in famiglia, spesso col padre o con l’attuale compagno, a volte anche fisiche. Uomini alla ricerca di sé stessi purtroppo, se ne vedono ancora pochi.

 

Credi ancora nel potere della scrittura in questo tempo di Faceboccari ?

Sì, secondo me, il potere della scrittura va oltre il tempo, come provano i libri millenari che ancora accompagnano l’umanità lungo il cammino della conoscenza.

Certo, come diceva Umberto Eco “Internet ha aperto la porta a legioni di imbecilli”, tuttavia, ognuno ha diritto di esprimersi, anche se il numero e la scarsa qualità degli scritti creano un forte rumore di fondo.

Ricordiamo però che dal caos nasce l’ordine e ci sono anche molte persone, spesso giovanissime, che scrivono cose interessanti. In ogni caso, il mondo prende sempre e solo quello di cui ha bisogno.

Evidentemente, in questo momento, c’è bisogno di un “gran pentolone di parole e parolai”. Personalmente, amo immaginare un buon ricercatore che legge tutto con calma, senza fretta e in mezzo alla cacca, trova anche il cacao. Infine, come sempre, come nel caso del linguaggio e del gergo giovanile, il tempo deciderà cosa resta e cosa se ne va.

Ci fai un regalo ? Ci regali 2 aforismi dei tuoi ?

Con piacere: poiché credo che la narrazione sia elemento determinante del nostro benessere. Eccone due. Molti altri li puoi trovare qui.  FULVIO FIORI.

Giovanni Garavello
 

Giornalista RadioTv. Attore Umorista, Coach e Humor coach.

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